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Frequenza cardiaca: allenamento classico vs allenamento funzionale

I NOSTRI CORSI

Lo scopo di questo articolo è quello di investigare le differenze nella frequenza cardiaca tra gli esercizi comunemente conosciuti come ‘’di isolamento’’ e gli esercizi funzionali.

Per fare ciò è stato selezionato un soggetto allenato in entrambi i mezzi (maschio, 27 anni, 186 cm altezza,86 kg peso corporeo) ed è stato sottoposto in due giorni distinti a due protocolli, identici per la metodica ma totalmente differenti per gli esercizi:

PROTOCOLLO 1: ESERCIZI DI ISOLAMENTO (E.I)

PROTOCOLLO 2: ESERCIZI FUNZIONALI (E.F)

La frequenza cardiaca è stata monitorata costantemente tramite cardiofrequenzimetro bluetooth durante tutte le prove, entrambe della durata totale di 25 minuti. Il soggetto ha eseguito nei giorni precedenti le prove , test per determinare la frequenza cardiaca massima e le percentuali dell’intensità:

RISULTATI

PROTOCOLLO E.I

PROTOCOLLO E.F

DISCUSSIONE

Il protocollo E.F ha dimostrato parametri della frequenza cardiaca costantemente superiori rispetto al protocollo E.I. Come riportato anche negli intervalli della FC in percentuale del tempo totale , l’esercitazione con esercizi funzionali si è dimostrata costantemente superiore, dimostrando di essere in piena regola con le direttive ACSM per quanto riguarda il fitness cardio respiratorio e la composizione corporea.

Infatti, la posizione dell’ACSM per quanto riguarda il mantenimento della frequenza cardiaca è di 55%/65%-90% della fc max per una durata che và dai 20’ ai 60’ in allenamenti continui o intermittenti. Il protocollo E.F si è dimostrato conforme a queste direttive, riportando l’85,3% del tempo totale (21’30’’) nell’ intervallo compreso tra 130 e 180 BPM (fc 55% del soggetto = 133 calcolata tramite formula di Karvonen)addirittura con picchi leggermente inferiori al 90% della fc max, contro il 53% del tempo totale del protocollo E.I (13’25’’).

CONSIDERAZIONI FINALI E CONCLUSIONI

Il campione ristretto dell’esame svolto non permette di trarre conclusioni definitive ma, data l’anzianità di allenamento e l’esperienza del soggetto i dati possono essere considerati veritieri.

Alla luce dei risultati riportati, la scelta degli esercizi condiziona decisamente la risposta cardiaca e, gli allenatori dovrebbero tenere in considerazione gli esercizi funzionali per il benessere cardio respiratorio e la composizione corporea. Il metodo utilizzato nel test (3 x 10 x 60%CM x 1’30’’recupero) tipico degli allenamenti per l’ipertrofia muscolare, ha dimostrato di poter apportare benefici anche nel fitness cardio respiratorio solo quando svolto con esercizi funzionali, dato da non sottovalutare nella scelta dei mezzi di allenamento, anche per il trofismo muscolare.

 

Dott. Marco Rosi

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